PROVINCE. CAPOZZI (M5S): CDX RIFIUTA DI SENTIRE LA VOCE DEI CITTADINI
(ACON) Trieste, 11 giu - "Non esiste nulla di più democratico
della possibilità di chiedere ai cittadini il loro parere in
merito a una riforma che riguarda direttamente il territorio e il
funzionamento delle istituzioni che li rappresentano. Un
referendum consultivo non sostituisce la politica e non
trasferisce ad altri le responsabilità delle decisioni. Al
contrario, offre alla politica uno strumento in più per decidere
con cognizione di causa, conoscendo quale sia l'orientamento
delle comunità interessate". Con queste parole la consigliera
regionale Rosaria Capozzi (Movimento 5 Stelle) riprende, in una
nota, l'intervento in Aula in cui ha espresso pieno appoggio alla
mozione "Indizione di un referendum consultivo regionale in
merito al ripristino delle Province quali enti di area vasta a
suffragio universale e diretto" che ha visto il collega Diego
Moretti in qualità di primo firmatario.
"Desidero esprimere il mio convinto sostegno - aggiunge
l'esponente pentastellata che, a sua volta, aveva apposto la sua
firma in calce all'istanza - a una mozione che propone di
accompagnare il ripristino delle Province con lo svolgimento di
un referendum consultivo rivolto ai cittadini. La questione che
stiamo affrontando, infatti, non è per nulla marginale: non
stiamo discutendo di una modifica tecnica o di un semplice
riordino amministrativo. Piuttosto, stiamo parlando della
possibile reintroduzione di un livello istituzionale che era
stato abolito da questa stessa Maggioranza che, paradossalmente,
oggi si dice invece favorevole".
"Riteniamo che i cittadini debbano essere ascoltati, perché
questo ripristino inciderebbe direttamente sull'organizzazione
del territorio, sulla gestione dei servizi pubblici e
sull'utilizzo delle risorse della collettività. La nostra
posizione - precisa Capozzi - è nota da tempo, perché non
condividiamo in alcun modo la prospettiva di ripristinare le
Province. Riteniamo altresì che quel modello appartenga al
passato e che attualmente sia più utile rafforzare gli strumenti
esistenti, a partire dagli Edr, che stanno svolgendo le loro
funzioni in modo efficace. Lo stesso assessore, nel corso dei
lavori della Commissione, ha riconosciuto come tali enti stiano
garantendo risposte adeguate ai territori e che il ritorno delle
Province sia una scelta politica".
"La questione, tuttavia, non è soltanto se le Province debbano
tornare oppure no. Riguarda invece il quesito - sottolinea la
rappresentante del M5S - se una scelta di tale portata debba
essere assunta esclusivamente nelle sedi politiche oppure se sia
giusto chiedere ai cittadini cosa ne pensino. E, a nostro avviso,
la risposta è molto semplice: i cittadini devono poter dire la
loro. Negli ultimi anni abbiamo sentito ripetere molte volte che
è necessario avvicinare le istituzioni alle persone, rafforzare
la partecipazione e ricostruire il rapporto di fiducia tra
cittadini e politica. Bene, questa è l'occasione per dimostrare
che non si tratta soltanto di semplici slogan e, se realmente
l'Esecutivo è convinto della bontà di questa scelta, allora non
deve avere alcun timore nel sottoporla al giudizio popolare".
"Al tempo stesso, emerge anche un delicato tema di
legittimazione. Una riforma istituzionale così significativa,
infatti, sarà tanto più forte - prosegue la nota - quanto più
sarà condivisa. Se il consenso c'è, il referendum lo confermerà.
Se il consenso non c'è, invece, sarà un segnale concreto che
questa Assemblea ha il dovere di ascoltare. Ma, forse, il timore
è proprio questo".
"Non solo per questo motivo, dispiace perciò la bocciatura da
parte dell'Aula, perché riteniamo - conclude Capozzi - che la
proposta contenuta nella mozione fosse di assoluto buon senso.
Non chiedeva di ripristinare le Province e non chiedeva di
abolirle definitivamente. Chiedeva semplicemente una cosa: prima
di decidere, ascoltiamo i cittadini, perché dare loro la parola
non è mai una sconfitta della politica ma, casomai, la sua più
alta espressione".
ACON/COM/aa